L’arte del possibile

«La politica – diceva il cancelliere Otto Von Bismarck, l’artefice dell’unificazione della Germania – è l’arte del possibile, la scienza del relativo».  Il governo italiano ha deciso di cancellare l’Imu sulla prima casa per il 2013, pur rimandando ad un successivo provvedimento la soluzione per la rata di dicembre. Però nascerà la service tax, denominata Taser, una sigla cui faranno capo Tares (rifiuti) e altri servizi offerti ai cittadini. «Una vittoria per tutti», è il commento del premier Enrico Letta. Certo, una vittoria per il Pdl che aveva inserito a chiare lettere nel proprio programma elettorale l’abolizione dell’Imu; una vittoria per il Pd che evita l’anatema dei sindaci facendo balenare nuove entrate a favore delle ormai esangui casse comunali; una vittoria soprattutto per chi, nel centrodestra e nel centrosinistra, vede svanire il pericolo di una caduta dell’esecutivo e quindi la prospettiva di lasciare la poltrona.

Noi facciamo altre considerazioni. Intanto, se il governo ha impiegato tutto questo tempo per trovare una soluzione al problema Imu, soluzione che modifica  la forma ma lascia invariata la sostanza, quanto dovrà lavorare nel momento in cui metterà mano finalmente ai veri problemi che attanagliano l’Italia? Mentre il Consiglio dei ministri si preoccupava di trovare il solito compromesso per salvare la faccia ai due schieramenti che sostengono la maggioranza, altre decine di aziende emigravano in Polonia, Slovacchia, Cina, Romania, penalizzando ulteriormente l’occupazione e il patrimonio economico nazionale. Per non parlare di quelle che a fine anno dovranno chiudere i battenti.

Questi sono i nodi da sciogliere, invece di preoccuparsi del restyling di una tassa che cambia soltanto look ma rimane pur sempre un salasso per i cittadini.

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