Napolitano a Strasburgo contestato dai leghisti

Ieri il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano era ospite del Parlamento europeo di Strasburgo. Durante la mattinata ha pronunciato un discorso in cui, pur ribadendo la solidità della “costruzione europea”, ha sottolineato la necessità di abbandonare la politica dell’austerità ad ogni costo, che ha contribuito a creare nei cittadini un atteggiamento di sfiducia. Al termine, un fragoroso applauso ha testimoniato l’apprezzamento dell’assemblea per le sue parole, come sempre pacate ma capaci di dare utili suggerimenti. Solo il gruppo della Lega Nord ha contestato il Presidente con cartelli e magliette che recavano scritte quali “No euro”, “Euro kills” e “Non è il mio presidente”. Questa gazzarra, sepolta tra i fischi di tutto il Parlamento, è purtroppo l’ennesima caduta di stile dei rappresentanti del popolo italiano. Non entriamo nel merito né di questa contestazione né delle motivazioni che hanno spinto il Movimento 5 Stelle ai comportamenti tenuti la scorsa settimana a Montecitorio e non solo, ma riteniamo che onorevoli, senatori, europarlamentari dovrebbero dare esempi diversi: l’animosità politica è comprensibile, ma le istituzioni si rispettano, soprattutto se si riveste il ruolo di portavoce dei cittadini. Naturalmente in una democrazia è possibile dissentire, è possibile criticare, ma tutto va fatto con il dovuto rispetto, se non necessariamente verso la persona, almeno per ciò che rappresenta. Il tricolore è soltanto un pezzo di stoffa, ma nessun italiano degno di questo nome si permetterebbe di usarlo per pulirsi le scarpe.

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