Accontentare tutti: anche Renzi deve fare come Letta

Le vicende dell’esecutivo presieduto da Matteo Renzi assomigliano sempre di più ad un film già visto durante il governo Letta e purtroppo tutto fa presagire che avranno lo stesso epilogo. Né potrebbe essere diversamente, perchè il denominatore comune delle due maggioranze è identico: rimanere insieme non per realizzare un progetto condiviso da tutti i componenti, ma semplicemente per garantire all’Italia una stabilità di facciata e anche per assicurare a parecchi parlamentari di rimanere il più a lungo possibile sulle proprie poltrone dorate. L’ultimo esempio di questo scollamento viene dal decreto legge sul Lavoro, che proprio oggi il ministro Giuliano Poletti (foto) presenta alla Camera: visti i mal di pancia di Nuovo Centrodestra e Scelta Civica, il premier porrà probabilmente la fiducia, uno strumento che ormai fa parte della prassi corrente, non prima di aver apportato al testo quelle modifiche necessarie per accontentare tutte le forze che lo sostengono. Nascerà l’ennesimo provvedimento ibrido, figlio di troppi padri che in lui vogliono riconoscersi almeno un po’. Se poi i ritocchi operati non soddisferanno al cento per cento, si tornerà a rimaneggiarlo, rischiando di creare un mostro e soprattutto perdendo tempo prezioso. A questo proposito, non vorremmo fare i gatti neri, ma aspettiamo di vedere che fine faranno la riforma della legge elettorale e l’abolizione del Senato. In buona sostanza, ogni partito della maggioranza chiede ciò che gli sta a cuore e, qualora non lo ottenga, minaccia di far saltare il banco, come è successo per la cancellazione della legge Bossi – Fini pretesa dal Pd. Intanto i cittadini aspettano che qualcosa cambi davvero, ma non sempre in peggio come è accaduto in questi ultimi anni.

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