Lo sciopero blocca l’Italia: ripresa sempre più lontana

Giorgio Napolitano, probabilmente nella sua ultima visita a Torino in veste di Presidente della Repubblica, ha incontrato Joachim Gauck, Presidente della Repubblica di Germania (foto), che si è detto fiducioso in un rafforzamento dei rapporti italo – tedeschi sul fronte economico, culturale, scientifico ed educativo. Peccato che recentemente Angela Merkel ci abbia nuovamente bacchettati deprecando lo scarso impegno di Roma sul piano delle riforme. Ma non abbiamo bisogno di interventi da Berlino per capire che, al di là degli irritanti rimbrotti della Cancelliera, qui le cose non vanno bene. Oggi lo sciopero generale ha bloccato il Paese, dimostrando che lo scontro tra governo e sindacati si fa sempre più duro sui temi del jobs act, della riforma della pubblica amministrazione e delle misure contenute nella Legge di Stabilità: tutti vogliono il cambiamento, ma nessuno è disposto a sacrificarsi per ottenerlo. In verità Matteo Renzi continua a farla troppo facile, convinto di poter rimettere in carreggiata la nazione con provvedimenti slegati e non inseriti in un progetto ampio. Oltre a questo, il premier commette lo stesso errore in cui incappò anche Silvio Berlusconi: pensare di agire con la stessa determinazione che gli consentirebbe una Repubblica presidenziale quando, purtroppo, la nostra è una Repubblica parlamentare.

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