Quirinale: purtroppo sarà un voto pro o contro Renzi

La telefonata di oggi tra Renzi e Berlusconi, almeno come l’hanno ricostruita i giornali in base alle informazioni dei pochi presenti, dice con chiarezza quanto il nome del candidato al Quirinale possa passare in seconda linea di fronte agli interessi di bottega: nessuno dei due interlocutori dice una parola a favore o contro Sergio Mattarella (foto), indicato dal Pd come il successore di Giorgio Napolitano, ma entrambi vogliono semplicemente evitare che prevalga la linea dell’altro, perchè chi la spunta si accaparrerà la “primogenitura” di questa elezione. Dispiace che un uomo, fosse anche l’ultimo di questa terra e non un esempio di prezioso e ammirevole servitore dello Stato per quarant’anni come Mattarella (rara avis, di questi tempi), stia sospeso ad un destino che non dipende dai propri requisiti ma dai giochi di potere, dai ricatti, dai compromessi sul cui altare tutti sono sacrificabili: speriamo che domani, al quarto scrutinio, vinca la coerenza e non succeda anche a lui, come nel 2013 a Prodi e a Marini, di entrare in conclave Papa e uscire cardinale. Perchè a Berlusconi dispiace un po’ concedere l’ennesimo ruolo da protagonista a Renzi, ma a qualche esponente del Pd brucia molto di più: e lo sanno tutti che da quelli parti di tipi dispettosi ce ne sono parecchi.

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