Germanwings: il copilota non era idoneo al volo

Il mondo è ancora sconvolto per il disastro dell’aereo Germanwings precipitato sulle Alpi francesi con 150 persone a bordo. L’ipotesi di un atto terroristico, che in un primo momento era sembrata la più probabile, si è dissolta presto, lasciando il campo ad una spiegazione ancora più agghiacciante: Andreas Lubitz (foto), il copilota, si è suicidato facendo deliberatamente precipitare l’aereo dopo aver chiuso fuori dalla cabina di pilotaggio il comandante. Lo si evince con chiarezza ascoltando il voice recorder, la scatola nera che registra i suoni all’interno della cabina. Ora, indagando nella vita privata di Lubitz, gli investigatori hanno accertato che soffriva di una grave depressione e sindrome da affaticamento, e infatti nel suo appartamento hanno trovato farmaci antidepressivi. Non solo. Il giovane aveva un deficit della vista del 30 per cento, un handicap che avrebbe potuto significare la fine della sua carriera di pilota. Possiamo concludere quindi che da tempo Lubitz non era più idoneo alla cloche e alla pesante responsabilità che quel lavoro comporta. E questo è successo nell’efficiente e intransigente Germania. C’è da rabbrividire se si ricorda che in Italia abbiamo il 17 per cento di falsi invalidi, di cui il 29 per cento (uno su tre) in Basilicata, e quasi ogni giorno si scoprono casi clamorosi: il medico paralizzato che esce dalla visita fiscale, piega la carrozzina, sale in auto e va a fare la spesa; l’agricoltore con invalidità al 100 per cento che guida il trattore; il cieco che da trent’anni percepiva la pensione ma è stato sorpreso dalla Guardia di Finanza al volante dell’auto. C’è tutta una letteratura sull’argomento: esempi di pressapochismo, superficialità, negligenza, se non addirittura di malafede da parte di chi deve effettuare i controlli. Siamo sicuri che questi comportamenti non si verifichino anche al contrario, ossia che a volte gli uffici preposti, per i motivi elencati sopra, dispensino un certificato di idoneità a chi idoneo non è? E allora, mentre cerchiamo di eliminare la piaga dei falsi invalidi, facciamo attenzione anche ai falsi sani.

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