Gli sbagli dei governanti ricadono solo sui cittadini

Il vecchio adagio secondo cui le colpe dei padri ricadono sui figli potrebbe essere facilmente parafrasato in un teorema simile: gli sbagli dei governanti ricadono sui cittadini. Partiamo dal problema dei migranti. L’Italia è una penisola che si protende nel Mediterraneo. E’ lì da parecchio, ma evidentemente a Bruxelles se ne sono accorti da poco e non hanno ancora intuito che per questo è, insieme alla Spagna, l’angolo di Europa più facilmente raggiungibile dalle barche che salpano dall’Africa, così come in passato fu per secoli terra di conquista. La criticità della sua posizione le impone il dovere di soccorrere i profughi, evitando che il mare li inghiotta insieme ai loro sogni, e di portarli a terra. Ma certo il nostro Paese non è tenuto ad ospitarli qui in eterno, soprattutto in considerazione del loro numero e delle scarse, se non inesistenti, possibilità di garantirgli un’occupazione. Però, illo tempore, i nostri governanti sottoscrissero un accordo europeo con il quale si impegnavano a lasciarne qui parecchi, visto che all’epoca facevano comodo braccia da impiegare a buon mercato. Potremmo aggiungere, alla luce delle rivelazioni dell’inchiesta su Mafia Capitale, che rappresentavano (e rappresentano) anche un facile guadagno per individui senza scrupoli, non tanto ignoti ai salotti della politica se alcuni di loro hanno finanziato più di una campagna elettorale. Adesso, inchiodato da quel vecchio accordo, il governo se li deve tenere tutti o quasi. Sarebbe almeno opportuno che ci dicesse se l’Europa sta contribuendo, e in che misura, al mantenimento dei migranti che sostano per mesi, se non per anni, sul nostro territorio, oppure se i soldi necessari vengono tutti dalle casse tricolori, già abbastanza saccheggiate da sprechi e malapolitica, per non parlare delle tasche dei cittadini. Questo è soltanto il caso più macroscopico, ma ce ne sono di altrettanto evidenti. Basta pensare ai provvedimenti approvati dal Parlamento e regolarmente bocciati dalla Corte Costituzionale, non ultimo quello relativo al blocco degli stipendi della pubblica amministrazione. Comprendere queste buffonate non è facile neppure per noi, abituati da tempo alla repubblica delle banane, figuriamoci per i nostri partners europei! L’Oscar dell’italica fantasia spetta però a questo episodio. Tempo fa la Consulta definì incostituzionale il Porcellum, dopo otto anni dalla sua entrata in vigore; di conseguenza risultavano illegittimi senatori e deputati, ma anche gli stessi membri della Corte nominati da quei parlamentari illegittimi. Quale fu la decisione per superare il problema? Facciamo finta di niente.

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